23 giugno 2006

Negozi di acquari e Internet non vanno d'accordo?

Questa volta non faccio nomi, ma solo questa volta perchè non se lo meritano proprio...

Sarà che mi occupo professionalmente di web marketing e advertising dagli albori della Rete, ma devo dire che i negozianti romani fanno a pugni con Internet.

Le loro iniziative di marketing digitale sono prima di tutto rudimentali, spesso addirittura illegali e qualche volta assurde e controproducenti. Sicuramente non sono capaci di ottimizzare da soli tempo e denaro per sfruttare al meglio i contatti digitali che riescono comunque a racimolare, segno che o si affidano ad un'agenzia poco skillata o che preferiscono non richiedere i servizi di un consulente di marketing, convinti di poter fare tutto da soli...

Ecco alcuni esempi:

- email ricevuta ieri mattina, contenente offerte speciali di un negozio del nord italia, inviata con TUTTI i destinatari in CC, cioè in copia semplice e non in copia nascosta! Cose di altri tempi, quando la privacy era solo un'opinione...

- email nulla quale veniva pubblicizzato un evento in un negozio romano, ma mancavano il numero di telefono e l'indirizzo del negozio. Oltretutto il nome del negozio è talmente generico che anche cercandolo su Google non si arriva facilmente al sito...che non solo non ha ottimizzato le pagine per i motori di ricerca, ma non sfrutta neanche i link sponsorizzati, neanche per le parole chiave più specifiche e quindi economiche.

- un negozio, mi sembra di Torino, ha un sito dove vende anche il vivo online da anni, è stato uno dei primi, forse addirittura il primo. Il sito è rimasto sempre lo stesso...mai cambiata la grafica, ma ottimizzata la navigazione, mai migliorata la qualità delle foto (piccole e dai colori smorti), mai completato il database con le informazioni sulle specie. Gli anni sono MINIMO 3, non ricordo con precisione, ma sono sicuramente più di 3.

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